venerdì 19 ottobre 2007
Il Governo americano spia attraverso le stampanti
Le stampanti hanno infatti un sistema di stampa con piccoli puntini gialli tali da fornire, in maniera codificata, ora della stampa del documento e numero seriale della stampante utilizzata.
L’Electronic Frontier Foundation ha reso noto come decrittare il codice delle stampanti laser a colori della serie Xerox DocuColor, con una guida per immagini. L’EFF ha pubblicato anche un elenco di produttori e stampanti che sarebbero inclusi in quelli tracciabili dai servizi segreti. Sembra non mancare nessuno dei principali produttori: Dell, HP, Lexmark, Canon, Brother, Ricoh e molti altri.
Link: La lista delle stampanti, il metodo di decrittazione
martedì 16 ottobre 2007
SPIARE CON GOOGLE EARTH

Di cose simpatiche se ne trovano su Google Maps e Google Earth. Su Topadsensekeywordsfree hanno stilato la classifica delle immagini più strane e curiose trovate viaggiando con i due prodotti di casa Google.
Sul blog che vi ho appena segnalato trovate tutte le indicazioni per individuare i vari avvistamenti. Tra cui auto volanti e la fauna africana.
L’immagine che mi ha colpito di più è però quella di una donna olandese che prende il sole sul terrazzo di casa sua in topless.
Nell’immagine qui al lato potete ammirare la signora prendere il sole. Certo se questo è quello che si riesce a vedere con un servizio per utenza civile, figuriamoci cosa riescono a vedere i militari con i loro satelliti. Secondo un mio professore i militari dispongono di apparecchiature in grado di poter distinguere con assoluta nitidezza una palla da tennis.
Ecco, magari possiamo passare la dritta agli eserciti di tutto il mondo così, invece di fare le guerre se la spassano a guardare le bagnanti sulle spiagge della Croazia, che mi dicono essere affollate di nudiste/naturisti. Magari fanno la fine dei Marines che sono precipitati con il loro elicottero per guardare più da vicino Kate Hudson
lunedì 15 ottobre 2007
SPIONAGGIO PER DIPENDENTI, IL GARANTE VIETA SPIARE
Vietato spiare sistematicamente i dipendenti on line!
Valentina Frediani
Pubblicato sul Bollettino di marzo del Garante per la protezione dei dati personali, il Provvedimento generale relativo alle linee guida del Garante sulle questioni attinenti lavoratori/ posta elettronica e internet. Il Garante così a distanza di pochi mesi dal provvedimento relativo alla privacy applicata al dipendente nell’ambiente lavorativo (gestione busta paga, dati sindacali, sanitari, ecc.) torna sul rapporto privacy-datore di lavoro-dipendente, andando a toccare un tasto quanto mai discusso, quello relativo all’utilizzo delle risorse informatiche da parte del dipendente e del relativo potenziale controllo applicabile dal lavoratore.
Il provvedimento si inserisce in un contesto ormai diffuso che vede contrapposti coloro che si schierano fermamente dalla parte del datore di lavoro il quale può e deve controllare ogni e qualsivoglia movimento posta o navigazione del proprio dipendente, e coloro che al contrario vedono in tali condotte solo controlli mirati a “esaminare” il dipendente ed invadere pesantemente la sua privacy. Sino ad ieri compito dei legali (ma spesso più della logica) era contemperare i suddetti interessi; oggi interviene proprio il Garante e va a chiarire modalità di accesso, memorizzazione, conservazione, consultazione e disponibilità delle risorse informatiche che il datore di lavoro può mettere a disposizione del proprio dipendente.
Il provvedimento si apre ovviamente con richiami ai principali generali del decreto legislativo n. 196/2003, e non va che a ribadire quanto ormai evidente in materia di privacy: occorre rispettare il lavoratore anche sulla base dello statuto ormai datato 1970 ma di estrema attualità (statuto dei lavoratori che all’art. 4 vieta il controllo a distanza dei lavoratori stessi); occorre pubblicizzare le modalità di gestione delle risorse messe a disposizione dei dipendenti affinché i controlli non divengano mezzi subdoli di monitoraggio delle persone che lavorano; occorre informare correttamente sui mezzi di controllo e sulle eventuali conseguenze.
APPARECCHIATURE PREORDINATE AL CONTROLLO A DISTANZA
Entriamo dunque nello specifico, partendo da quanto il Garante dispone in merito alla apparecchiature preordinate al controllo a distanza. Anzitutto tali apparecchiature possono essere predisposte rispettando dignità e libertà dei lavoratori (nello specifico rispettando le previsioni dell’art. 4 legge n. 300/70, ovvero Statuto dei Lavoratori); sono ad esempio da considerarsi in esubero rispetto alla necessità di trattamento, i sistemi di riproduzione o memorizzazione delle pagine web visualizzate dal lavoratore durante la navigazione; parimenti non è consentita una analisi occulta di computer portatili affidati in uso al lavoratore. Laddove invece si renda tecnicamente necessario registrare ad esempio, dati di entrate ed uscita delle mail gestite da un utente, il controllo – in quanto tecnicamente imprescindibile – sarà attuabile.
PROGRAMMI PER CONTROLLI INDIRETTI
Passiamo ai programmi che consentono controlli indiretti, ovvero quella strumentazione che dovendo monitorare magari procedure operative per motivi di sicurezza, consentono contemporaneamente di poter applicare un controllo del lavoratore. Anche in questo caso tali programmi saranno attuabili previa comunicazione sia al singolo dipendente che alla RSU (rappresentanza sindacale interna); in caso di opposizione della RSU, il titolare potrà dare comunicazione all’Ispettorato del lavoro competente il quale potrà vagliare la conformità del programma alle esigenze del datore di lavoro. Si pensi ad esempio all’utilizzo di internet da parte dei lavoratori per necessità connesse all’attività svolta; in tal caso sarà diritto del datore di lavoro monitorare le navigazioni limitatamente alla necessità, ad esempio, di controllare l’occupazione della banda, o applicare filtri al fine di evitare navigazioni su siti non attinenti (o addirittura illeciti) all’ambito lavorativo.
CONTROLLO DELLA POSTA ELETTRONICA
Ed ora eccoci alla posta elettronica ed alla famigerata domanda: se il datore di lavoro munisce il dipendente di una casella di posta elettronica, può andare a consultare la posta anche in assenza del lavoratore, può accedere, cancellare, memorizzare senza violare principi di privacy e di segretezza della corrispondenza? Il Garante adotta una scelta quanto mai appropriata e logica (da anni sostenuta dalla sottoscritta che ovviamente stra-condivide!!!) ovvero il datore di lavoro che munisca i propri dipendenti di caselle di posta elettronica, deve preventivamente esplicitare in apposita policy le modalità di utilizzo della casella ovvero se può essere utilizzata con finalità personali o solo prettamente aziendali; nel primo caso il datore di lavoro si auto-ridurrà la sfera di accesso alla posta elettronica data in uso, conferendo però un servizio a favore dei propri dipendenti; nel secondo caso, indicando un utilizzo tassativamente di tipo lavorativo, andrà ad escludere ogni e qualsivoglia carattere di confidenzialità che potrebbe assumere l’utilizzo della posta da parte del dipendente, andando così ad eliminare ogni possibile recriminazione su memorizzazioni, accessi o altro.
Una puntualizzazione del Garante sembra interessante e cioè che in tal caso è opportuno che “i messaggi di posta elettronica contengano un avvertimento ai destinatari nel quale sia dichiarata l'eventuale natura non personale dei messaggi stessi, precisando se le risposte potranno essere conosciute nell'organizzazione di appartenenza del mittente e con eventuale rinvio alla predetta policy datoriale.” Come dire: a scanso di equivoci chiarisco subito il tenore del messaggio e la sua conoscibilità anche da parte di terzi oltre allo scrivente-destinatario !!!
PRINCIPIO DI NON ECCEDENZA DEI CONTROLLI
Altro punto focale: non eccedenza dei controlli. I controlli non possono essere prolungati, costanti o indiscriminati. Una osservazione: è difficile dimostrare che il controllo abbia caratteristiche suddette, soprattutto perché il datore di lavoro potrebbe in qualsiasi momento giustificare la necessità di monitorare i propri “affari”, andando a recriminare una visualizzazione costante della posta; così come di costanza si dovrà parlare nel caso in cui il sistema tecnicamente registri dei log di connessione (come di prassi): in tale ipotesi è impossibile pensare che non sussista la “continuità” del potenziale controllo. Sull’argomento il Garante stesso sottolinea nelle linee guida che il prolungamento dei tempi di conservazione dei dati relativi all’uso degli strumenti elettronici, può essere giustifico da esigenze tecniche o dalla difesa di un diritto in sede giudiziaria (quindi… sempre…???!!!).
RESPONSABILE E POLICY
Infine un buon suggerimento del provvedimento è quello di istituire una apposita figura che all’interno della struttura impartisca istruzioni sulle regole di utilizzo della strumentazione in dotazione, andando così a completare l’opera di trasparenza ed informazione, proprie di una policy interna.
Il Garante conclude prescrivendo ai datori di lavoro pubblici e privati di adottare le misure necessarie a garantire i diritti degli interessati (lavoratori) andando a specificare le modalità di utilizzo delle risorse quali posta elettronica ed internet, dando vita ad un vero e proprio regolamento disciplinare interno.
Finalmente un intervento articolato sull’argomento, magari opinabile in qualche punto che si presta a interpretazioni diverse, ma in linea generale logico.
Datori di lavoro quindi rimboccarsi le maniche e mettere mano ad un regolamento interno di utilizzo della strumentazione informatica, e che quanto scritto rispecchi la realtà!!!
martedì 9 ottobre 2007
SPIA ...ERA SOLO UN GIOCO
lunedì 8 ottobre 2007
Quando le MICROSPIE aiutano i minori.
Violenza su minori: Microspie incastrano padre violento
7 giugno 2007 alle 10:31 — Fonte: repubblica.itSono state le microspie, introdotte nell’abitazione, ad incastrare e confermare che un giovane padre, arrestato dai carabinieri, si è reso autore di ripetute violenze sul figlio nato da pochi mesi.
Il grave fatto, reso noto questa mattina dal Corriere della Sera dell’Alto Adige, si è verificato ripetutamente in un appartamento di Bressanone, città ad una quarantina di chilometri dal capoluogo altoatesino Bolzano, a partire dal dicembre scorso quando il neonato è stato portato in ospedale. Davanti ai medici, i genitori avevano parlato di caduta accidentale, ma sul corpo del bambino erano visibili ematomi non riconducibili a quando dichiarato dal padre e dalla madre. A gennaio il bimbo viene nuovamente trasportato in ospedale e viene ricoverato. Dagli esami radiografici vengono riscontrate fratture alle costole, a un braccio e a una gamba.
Immediata la denuncia al Tribunale dei minori. Nel frattempo il piccolo viene affidato ai servizi sociali. Successivamente, quando in casa erano già state collocate le microspie, il bambino è tornato dai genitori. Dai filmati la conferma che era il padre a maltrattare e procurare le gravi lesioni al figlioletto.
lunedì 5 marzo 2007
Perchè spiare?
Girando per i siti web del mondo si scoprono tanti, ma tanti, strumenti per spiare.
Spiare, troviamo dei sinonimi:origliare, guardare, osservare, sorvegliare, seguire, pedinare, braccare, stare alle calcagna
Dal vocabolario, spiàre: spiàre
osservare attentamente e di nascosto i movimenti, le cose altrui per cercare di penetrarne i segreti
assol. fare la spia
indagare in profondità
scrutare con attenzione per trarne alcun profitto.
Ma perchè si spia tanto, perchè "uno deve spiare", da quale esigenza nasce?
Freud e i suoi discepoli sarebbero più bravi di me a spiegarlo, ma ci si può arrivare anche da soli, non sforzandosi nemmeno tanto o almeno avendo un proprio parere personale che non si distacca tanto dall'oggettività. Ad esempio ci si è portati a pensare a una cosa banalissima, per dirla breve chi adopera l'arte dello spiare in fondo è perchè non ha fiducia "dell' altro", di una persona vicina, della moglie, del collega ecc...e chi di noi non ha mai provato questo senso di sfiducia e magari non avuto mai il coraggio di andare a fondo? Se , invece, andiamo un pò più in profondità c'è chi l'ha già fatto, chi lo ha ripetuto e chi perde delle ore preziose, tante, a sorvegliare, spiare, tanto che non si ricorda nemmeno più perchè lo sta facendo. In questi casi la sfiducia nasce da dentro, cioè che in fondo si spiano gli altri perchè non si ha neanche un briciolo di fiducia in se stessi e la si ricerca negli altri perchè si sa che questi non gliela possono mai dare.
Il motore di ricerca è la chiave più semplice per trovare quello strumento, quell'apparecchio che fa proprio al "tuo" caso.
In verità io sono uno di quelli che li vende e sta sempre in cima alle keywords ricercate in Google, in Yahoo e altri (meno famosi) motori di ricerca. Ci dovrebbe essere anche per me un perchè psicoanalitico che mi abbia indotto a mostrare e poi vendere questi prodotti, ma una mera auto-analisi non la riesco a partorire. Certo sì c'è un mercato che pullula di richieste per questi articoli ed io potrei dire che ho preso la palla in balzo perchè mi ha portato fortuna, ma potrebbe essere anche una sorta di "autodifesa", perchè conoscere (almeno gli strumenti) di chi ti vuol spiare è un ottimo antidoto per chi non si vuol far scoprire... adesso però ci si viene da chiedere perchè e da chi non si vuol far essere spiati, potrebbe essere una fobia anche questa? No, credo di no, credo che sia più una forma (come dicono a Roma) "di auto-difesa da paraculo".
In seguito, se ci sarà un seguito, se a qualcuno interesserà e se avrò tempo, vi indicherò alcuni siti web dove ci sono state scoperte veramente eclatanti, cioè di strumenti di monitoraggio che ricordano "1984" di Orwell e altri siti un pò più frivoli (non solo il mio) dove lo spionaggio domestico è andato così avanti che ...