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sabato 27 ottobre 2007

VADEMECUM PER L' ANTI INTERCETTAZIONE

CELLUARI SPIA

DIFENDERE LA PRIVACY DELLE COMUNICAZIONI CELLULARI (CONSIGLI DI BASE ):

0) Per scoprire se si è spiati:

Basta premere sulla tastiera del cellulare la sequenza *#06# e apparirà il codice IMEI se corrisponde esattamente al codice presente sulla confezione del tuo cellulare, allora tutto ok. Se appaiono delle cifre in più alla fine, significa che il tuo cellulare è spiato.



1) Evitate di comunicare gli estremi numerici della vostra carta SIM o il codice IMEI del vostro cellulare, anche a persone conosciute e fidate. Nessun operatore di telefonia cellulare ha mai chiesto, ne chiederà mai questi dati.

2) Non prestate il cellulare; trattatelo come un effetto personale.

3) Non utilizzate mai cellulari aziendali per le vostre comunicazioni riservate.

4) Utilizzate sempre un codice d'accesso per la vostra carta SIM (PIN code - Personal Identification Number), avendo cura di spegnere sempre l'apparecchio se incustodito. Variare periodicamente tutti i codici modificabili.

5) Se possibile utilizzate anche un codice cosiddetto "hardware" cioè che blocca il funzionamento dell'intero apparecchio e non solo della SIM card. I codici segreti delle SIM CARD sono facilmente violabili o resettabili con apparecchiature da poche migliaia di lire e un personal computer.

6) Cancellate periodicamente dalla memoria del cellulare le ultime chiamate ricevute o effettuate. Spesso non si sa (o ci si dimentica) che ogni cellulare registra numero chiamato e chiamante, durata e orario di tutte le ultime conversazioni. Ciò avviene in una piccola partizione della memoria, e questi dati sono poi facilmente visualizzabili in pochi secondi. Non serve spegnere e riaccendere il telefono, come qualcuno consiglia anche su Internet. Le memorie SIM e hardware preposte a queste funzioni non sono di tipo volatile.

7) Non date credito a presunti tecnici che vi telefonano "dalla centrale" chiedendo di digitare un codice, soprattutto se inizia con un asterisco o un cancelletto, o di leggere un numero posizionato sul retro dell'apparecchio, visibile nell'etichetta apposta sulla confezione originaria dell'apparecchio o nel libretto di istruzioni dello stesso (IMEI).

8) Acquistate e installate sempre personalmente la batteria di ricambio del cellulare (alcune microspie si nascondono nelle batterie dei cellulari e vengono alimentate dalle batterie stesse). Contrassegnate discretamente la batteria del cellulare con un piccolo segno convenzionale, e verificate periodicamente che sia sempre la stessa.

9) Evitate per quanto possibile di lasciare incustodito l'apparecchio.

10) E' una buona abitudine anteporre #31#(prefisso numero) a tutte le chiamate riservate o le chiamate dirette verso soggetti poco conosciuti. Si eviterà di lasciare tracce su altri terminali GSM.

11) NON USATE CELLULARI DI VECCHIO TIPO (ETACS) o telefoni cordless domestici (anche se omologati) per parlare di questioni riservate. Questi apparecchi si intercettano facilmente con comuni scanner.

12) Privilegiate sempre comunicazioni che partono da un GSM e dirette ad un altro GSM, parlando FUORI CASA e FUORI DALLA VOSTRA AUTO, mentre camminate per strada ad esempio o in un locale pubblico che non frequentate abitualmente.

13) Privilegiate l'utilizzo di SIM card ricaricabili e ricaricate il cellulare con schede prepagate acquistabili in tabaccheria senza formalità (quelle con il codice da digitare).

14) Non inviate SMS. Tutti i messaggi SMS riportano il numero (callerID) di chi li ha inviati, anche se viene disabilitato l'invio, e vengono memorizzati automaticamente nell'apposita partizione di memoria non volatile della SIM card del telefono ricevente per un tempo teoricamente illimitato.

15) Prendete in considerazione l'ipotesi di utilizzare una seconda SIM card per determinate questioni "riservate", custodendola con cura lontano dal cellulare quando non viene utilizzata.

Non sono soluzioni di assoluta efficacia, soprattutto se il monitoraggio dovesse avvenire con il supporto dell'operatore di telefonia mobile, ma aiutano a preservare la privacy principalmente nei confronti delle persone che orbitano attorno alla propria sfera.

In generale chi è vittima (o ritiene di esserlo) di violazione della Privacy, ottiene la maggiore riservatezza delle comunicazioni vocali o telefoniche fuori dalle proprie mura domestiche, fuori dal posto di lavoro e dalla propria auto, in luoghi sempre diversi e preferibilmente aperti al pubblico e trafficati.

La cara vecchia cabina telefonica può essere relativamente più affidabile del GSM o del telefono di casa per brevi comunicazioni telefoniche riservate, a patto di variarla spesso (mai sempre la stessa, magari sotto casa!) e di introdurre una nuova tessera telefonica ogni volta, acquistata presso un distributore automatico. Se non esaurita, il riutilizzo della tessera telefonica lascerà una traccia in rete che potrà essere confrontata con quella relativa al precedente utilizzo. Preferire quindi piccoli tagli e un solo utilizzo

venerdì 19 ottobre 2007

FBI spia attraverso cellulare spento

FBI spia attraverso cellulare spento




Washington - La lotta alla mafia italo-americana, nella visione del Federal Bureau of Investigation, passa per l'utilizzo di tecnologie all'avanguardia in grado di dribblare la proverbiale ritrosia dei mobs e fornire il materiale adeguato per le investigazioni e le incriminazioni. È quello che emerge dalle recenti cronache giudiziarie statunitensi: un giudice distrettuale ha approvato un sistema di intercettazione definito cimice vagante, grazie al quale i federali sarebbero riusciti ad ascoltare le conversazioni di due noti mafiosi usando i loro cellulari come microfoni ambientali.

John Ardito, uno dei membri più potenti della famiglia mafiosa dei Genovese, e il suo avvocato Peter Peluso, si sono fidati troppo dei propri cellulari Nextel: i dispositivi sono stati sotto il controllo della FBI per un anno, e avrebbero trasmesso tutte le comunicazioni avvenute nei paraggi, come emerge dal pronunciamento del giudice di distretto Lewis Kaplan pubblicato di recente.

Kaplan ha appunto definito il sistema una cimice vagante e lo ha dichiarato legittimo secondo le leggi federali. Nel pronunciamento del giudice si legge che la tecnica di intercettazione usata dall'FBI è in grado di funzionare indipendentemente dal fatto che il cellulare sia acceso o meno. Secondo gli esperti di controspionaggio, infatti, alcuni modelli di dispositivi portatili prodotti da Nextel e da Samsung, e la serie Razr di Motorola, sarebbero particolarmente utili da questo punto di vista.

var browName = navigator.appName;
var SiteID = 1;
var ZoneID = 71;
var browDateTime = (new Date()).getTime();
if (browName=='Netscape'){document.write(''); document.write('');}
if (browName!='Netscape'){
document.write(''); document.write('');}
// -->
Senza la rimozione forzata della batteria, hanno dichiarato gli agenti dell'FBI, alcuni cellulari possono essere attivati a distanza con un download remoto, senza alcun accesso fisico e all'insaputa del proprietario. Ed è proprio questa la tecnica che sarebbe stata utilizzata dagli agenti: attivando indisturbati a chilometri di distanza un micro-software spione piazzato sui Nextel di Ardito e Peluso, hanno potuto ascoltare con tutta calma il mob speech dei due ovunque fossero.

L'FBI è stata costretta ad inventarsi un metodo da telefilm, in seguito alla scoperta da parte dei mafiosi di cimici "tradizionali" piazzate nel ristorante Brunello Trattoria di New York, il loro luogo di incontro prediletto. Già nel 2003 Ardito si era accorto della presenza delle ricetrasmittenti dei federali in tre diversi ristoranti, e preferiva evitare di usare il cellulare per comunicare.

Fantasia filmica a parte, la possibilità di intercettazioni da remoto, senza la necessità di adoperare i classici furgoncini ripieni di antenne e computatori elettronici nelle vicinanze dei sospettati, fa discutere esperti e professionisti del settore da anni. E se l'"affaire Genovese" sembra essere il primo caso conclamato dell'utilizzo reale di simili metodi, preoccupanti sono le possibili implicazioni dell'impiego delle tecnologie di comunicazione e sorveglianza da parte di malintenzionati con expertise adeguato.

È dell'anno scorso ad esempio un rapporto di Sophos che ha portato alla luce l'arresto, da parte delle forze dell'ordine spagnole, di un hacker che aveva creato un trojan telematico, in grado di attivare segretamente una videocamera collegata ad un sistema informatico grazie al quale aveva dirottato la registrazione del flusso video verso i propri apparati. In quest'ottica, i nuovi metodi adottati dall'FBI non tarderanno di sicuro ad eccitare la fantasia di cracker e criminali informatici professionisti.

Alfonso Maruccia

giovedì 11 ottobre 2007

INTERCETTAZIONE INFORMATICA DI STATO

Si è molto parlato anche in Italia del problema dele intercettazioni. Oltre a quelle telefoniche, sono all'ordine del giorno anche le intercettazioni del traffico Internet effettuato dai cittadini.
Il ministro degli interni tedesco Wolfgang Schauble vuole introdurre in Germania una legge che legittimi l'utilizzo di veri e propri trojan per controllare gli hard disk e i movimenti informatici di potenziali terroristi e delinquenti.
Il cancelliere tedesco Angela Merkel approva in toto l'idea. Attraverso il suo portavoce, riporta la rivista AP, ha dichiarato che la proposta verrà presto portata al vaglio del consiglio dei ministri.
Il timore di molti è che queste nuove leggi permettano di controllare anche i normali cittadini, mettendo in atto un vero e proprio "spionaggio di stato" legalizzato.
Negli Stati Uniti invece è stato creato il Digital Collection System Network (DCSNet), un sistema utilizzato dall'FBI per raccogliere ed archiviare telefonate, messaggi, email e qualsiasi altro dati trasmesso per via informatica o telefonica.
L' Electronic Frontier Foundation ha messo in luce questo sistema, costringendo il governo a rilasciare maggiori informazioni in un documento di oltre 1.000 pagine.

Intercettazioni e governo

[fonte:www.beppegrillo.it]

Il Paese sta tracimando. Non il Governo soltanto. Tutto il Paese.Governo e Opposizione, entrambi Santi, hanno benedetto un decreto legge per bruciare le intercettazioni illegali. Intercettazioni eretiche. Roghi in Procura. La prossima volta toccherà ai giudici, non un rogo, basterà una piccola scottatura. La fretta, la rapidità e il consenso politico (unanime) del decreto portano il cittadino a un legittimo sospetto. Che le intercettazioni illegali contengano prove di attività illegali.La domanda da porsi è:“E’ legale distruggere prove illegali di atti, se illegali, che riguardano i nostri rappresentanti in Parlamento?”.Se lo chiedi a loro la risposta è si, senza no e senza se. Un si incondizionato. Ma, se non c’è nulla di illegale nei contenuti delle intercettazioni, perchè non lasciare invece ai magistrati la decisione se distruggerle o se utilizzarle? La m..da tracima da tutte le parti. La paura dei politici di essere sputtanati dalle conversazioni telefoniche è una paura lecita. Probabilmente molto fondata. Ma inutile. Devono stare tranquilli. L’Italia non è l’Ungheria e neppure la Thailandia. Qualunque informazione sui politici venisse riportata sui giornali, gli italiani dopo una sana indignazione, vera e vissuta, tirerebbero dritto alla pagina sportiva.Nessuno si chiede chi ha ordinato le intercettazioni e perchè ha spiato. I nomi di Buora o di Tavaroli vanno bene per giocarci a biglie. Al massimo esecutori degli esecutori degli esecutori. Terzo o quarto livello. Quelli usati per il lavoro sporco. Forse qualcuno all’interno delle istituzioni dirigeva il gioco. Il Governo, se ne ha la forza, ma ne dubito, accenda un faro sui mandanti e non un falò sulle intercettazioni. Il gioco del chi è. Se non sono i partiti, non è la Telecom diventata improvvisamente uno Stato nello Stato, non è Licio Gelli (per motivi di età), non è la criminalità organizzata (non ne ha bisogno), rimangono i servizi segreti, Bin Laden e l’usciere della Pirelli. Ed è lui che pagherà per tutti.

lunedì 8 ottobre 2007

INTERCETTAZIONE CELLULARE TELEFONI ED AMBIENTALI- ECCO UN MANUALE-

Il manuale pratico delle intercettazioni
Aspetti giuridici e operativi delle intercettazioni telefoniche e ambientali.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-03-2006]
In questi giorni si fa un gran parlare di intercettazioni telefoniche abusive e illegali, cioè compiute da detective privati, per conto di politici che vogliono sapere tutto sui propri avversari per ricattarli, magari con la complicità di agenti corrotti delle forze dell'ordine e funzionari, altrettanto corrotti, di società telefoniche.
Si tratta di intercettazioni che costituiscono un reato, punito dall'art. 617 bis del codice penale; non eseendo state effettuate con i crismi delle procedure legali, secondo l'art. 271 dello stesso codice non possono essere utilizzate come prove legali in un processo.
Come, perché e da chi possono essere invece svolte le intercettazioni legali? Lo si può imparare in un testo che è un'autentica miniera di informazioni sull'argomento: "Manuale pratico delle intercettazioni. Aspetti giuridici e profili operativi" (edizioni Experta), scritto dal giudice penale Alberto Rizzo, docente presso la facoltà di scienze politiche della sede di Forlì dell'Università di Bologna.
Dal libro si impara che la possibilità di intercettare era già contemplata dal codice nel 1913 ed è stata riproposta nel codice del 1930, come atto che poteva posto in essere da ufficiali di polizia e dal giudice istruttore, "per fini del loro servizio", riconoscendo quindi un potere senza limiti agli inquirenti.
Solo nel 1955 è stato stabilito l'obbligo di un decreto motivato da parte dell'autorità giudiziaria per le intercettazioni telefoniche; ma solo con una sentenza della Corte Costituzionale del 1973 sono stati fissati l'obbligo del segreto sulle intercettazioni stesse, dell'acquisizione del solo materiale rilevante ai fini di un'indagine, della possibilità di ricorrere contro il provvedimento, e il divieto di utilizzare quanto emerso da un'intercettazione nel caso risultino carenti e non valide le motivazioni per effettuarla.
Si impara che non è richiesta l'autorizzazione del magistrato per l'ascolto di conversazioni via etere, cioè via radio su bande non protette e per mezzo di un apparecchio ricetrasmittente privo di concessione, perché si avvalgono di mezzi non protetti di trasmissione, mentre le linee telefoniche lo sono per definizione: quindi la captazione di queste conversazioni è legittima e le registrazioni si possono usare nei processi. L'ascolto di conversazioni via radio dei corpi di polizia è una forma di intercettazione abusiva punito dagli artt. 615 bis, 617 e 617 bis del codice penale.
Anche l'acquisizione dei tabulati dei dati di traffico di un'utenza, cioè numeri chiamati e chiamanti, ora e giorno delle chiamate, da parte delle forze dell'ordine richiede un decreto motivato dell'Autorità Giudiziaria.
Il testo tratta anche delle intercettazioni ambientali, cioè delle microspie installate dalle forze dell'ordine in un determinato ambiente sempre in forza di un decreto motivato dell'autorità giudiziaria: con tutti i problemi connessi alla liceità della violazione del domicilio per posare una microspia quando non basta appoggiarla a una parete esterna.
Il testo affronta anche gli aspetti più operativi delle intercettazioni: ad esempio, nel caso di intercettazioni su telefoni mobili, alla sala operativa pervengono tutte le notizie riguardanti l'uso del telefono, sia le chiamate non giunte a destinazione, perché spesso anche la criminalità utilizza il metodo degli "squillini" e questo viene annotato nell'apposito brogliaccio delle forze dell'ordine.
Vengono poi affrontati anche gli apetti legati alla tutela operativa della privacy: per esempio la possibilità di creare all'interno di un immobile una cosidetta "gabbia", cioè un'area blindata che non consenta la trasmissione delle onde radio e che quindi impedisce a una microspia di inoltrare il segnale. La "gabbia" si ricava all'interno di un muro dove viene ricavata un'intercapedine in cui viene inserita, fino a colmarla, dell'aria compressa. La "gabbia" ha un costo elevato: circa un milione di euro per un locale di 4/5 metri quadrati. Le vernici e le tende fonoassorbenti in commercio non hanno la stessa efficacia della blindatura; si possono poi usare dei campi elettromagnetici o dei "disturbatori" che provocano un funzionamento difettoso delle microspie ma possono influire negativamente anche su funzionamento delle altre comunicazioni, delle radio e Tv nell'area circostante.
Nel libro si spiega cosa utilizzare per una "bonifica" ambientale, cioè un analizzatore di linee telefoniche per le microspie che si servono dei cavi telefonici, anziché dell'etere, per la trasmissione del segnale. L'accertamento avviene attraverso la verifica di eventuali cali di tensione, oppure se sono state effettuate giunzioni o bypass dei cavi, e lo scanner, che analizza porzioni di spettro elettromagnetico per individuare segnali radio. Lo scanner (che si può interfacciare a un Pc) si può acquistare liberamente in Italia ma il suo possesso va comunicato all'autorità locale di pubblica sicurezza o all'amministrazione delle poste e telecomunicazioni.
Non rientra, invece, nella disciplina delle intercettazioni il cosidetto "pedinamento elettronico", cioè la localizzazione di una persona (o di un oggetto) in movimento, nonchè l'itinerario seguito, gli incontri avuti, anche attraverso mezzi tecnologici simili a quelli delle intercettazioni (Gps, cellulare), che non richiede l'autorizzazione del magistrato e rientra nell'attività ordinaria di controllo e accertamento della polizia giudiziaria